Quanto costa davvero un primo viaggio zaino in spalla in Sud America
La scena è questa: atterro a Bogotá con lo zaino più grande di me, il sonno a pezzi e l’app del cambio valuta già aperta. Ogni volta che tiravo fuori il portafoglio, controllavo il tasso dollaro–peso con l’ansia con cui di solito si guarda il conto in banca a fine mese da studente.
Se sei in quella fase di panico pre-primo-viaggio in Sud America, tranquillo: ci sono passato. Qui confronto quattro Paesi super gettonati per iniziare: Bolivia, Perù, Ecuador e Colombia. Ho usato ordini di grandezza aggiornati dalle stime 2025–2026 che girano su comparatori di budget di viaggio e newsletter tipo Going, ma soprattutto dai conti del mio portafoglio sul campo.
L’obiettivo è semplice: stare tra i 30 e i 40 dollari al giorno. Dentro tutto: letto, cibo, spostamenti principali, un’attrazione ogni tanto. Nessun rooftop bar fighetto. Parliamo di ostelli, street food, bus eterni e tanta pazienza.
I prezzi cambiano parecchio tra capitali e villaggi sperduti, e tra alta stagione e bassa. A La Paz, per esempio, ho dormito in un dormitorio centrale per circa 9 dollari con colazione, e la sera ho cenato al mercato con 3 dollari. A Cusco, invece, per un ostello decente in centro ho pagato attorno ai 14 dollari per un letto in camerata, e il menú del día più turistico saliva facile a 5–6 dollari.
Per non arrivare del tutto cieco, prima di prenotare mi faccio sempre un giro online: controllo siti che stimano costi di vita e hotel nelle varie città e spesso confronto gli ostelli su portali tipo HikersBay per farmi un’idea degli ordini di prezzo e capire dove mi conviene fermarmi di più.
Quando dico “giornata tipo” sotto i 40 dollari, penso a qualcosa del genere: letto in dormitorio semplice, colazione base (inclusa o presa al bar), due pasti fuori in luoghi frequentati da gente del posto, un caffè buono, qualche bus urbano e magari l’ingresso a un museo o a un sito archeologico meno famoso.
Non è una classifica scientifica a colpi di centesimi. È una guida spiccia: dove il portafoglio respira un po’ di più se vuoi farti il primo giro sudamericano senza dover chiamare i genitori a metà viaggio.
Bolivia e Perù: i campioni del budget stto i 30 dollari
Il primo giorno intero a La Paz ho fatto il conto la sera: ostello, tre pasti, due funivie, un paio di taxi brevi. Avevo speso meno di una pizza e birra nel mio quartiere in Italia. Lì ho capito perché tanti backpacker si innamorano della Bolivia… e del suo costo della vita.
In Bolivia, muovendomi senza troppe follie, sono spesso rimasto tra i 25 e i 35 dollari al giorno. Un letto in dormitorio base con colazione l’ho pagato quasi sempre tra gli 8 e i 12 dollari. Il pranzo al mercato, con zuppa, piatto principale e bibita, mi è costato anche 2,50 dollari. I bus urbani? Spiccioli, pochi centesimi. Una volta a Sucre, un menú del día con zuppa enorme, pollo con riso e succo fresco mi è costato poco più di 2 dollari. Sono uscito rotolando, ma il portafoglio era ancora felice.
Perù è subito dopo in quanto a convenienza, ma si sente che è più turistico. A Lima e Cusco per un dormitorio decente ho pagato tra 10 e 15 dollari. I menú del día stavano sui 3–5 dollari nelle zone meno affollate, con i prezzi che salivano appena ci si avvicinava alle strade piene di agenzie e insegnoni bilingui. Caffè o snack a metà giornata: 1–2 dollari, a meno di infilarsi nei bar hipster.
Un trucco che mi ha salvato spesso il budget in entrambi i Paesi sono stati i bus notturni. Per esempio, il notturno da La Paz a Sucre mi è costato più o meno 18–20 dollari. Sedile semi-letto, coperta discutibile, film anni ’90 in loop. Niente di confortevole, ma risparmi una notte di ostello e ti svegli già nella città nuova.
La logica è simile a quella che ho usato per un altro viaggio super economico fuori dal Sud America, quando ho messo a confronto mete di mare in Turchia leggendo Spiagge economiche in Turchia: quanto spendi DAVVERO tra Marmaris, Fethiye e Dalyan: posti famosi, ma ancora gestibili con un portafoglio magro.
Per restare sotto i 30–35 dollari in Bolivia e Perù, a me ha aiutato soprattutto questo:
- scegliere ostelli con cucina e cucinare una cena ogni tanto;
- mangiare nei mercati o nei comedores dove vedi lavoratori e famiglie, non dove i menu sono tradotti in tre lingue;
- contrattare con calma i taxi dove non esistono app, senza sceneggiate ma senza accettare il primo prezzo sparato;
- usare in fase di planning strumenti tipo HikersBay per capire quali città sono più economiche per dormire e magari fermarsi lì qualche giorno in più.
In Bolivia devi quasi impegnarti per sforare i 40 dollari. In Perù invece succede in fretta se ti fai trascinare in tour organizzati ogni giorno e serate nei bar per turisti.
Ecuador e Colombia: leggermente più cari, ancora perfetti per studenti
Vale la pena spendere qualche dollaro in più per Ecuador e Colombia al primo viaggio? Secondo me sì, soprattutto se ti interessano il mare, città un po’ più moderne e qualche comfort in più dopo i bus infiniti.
In Ecuador il mio budget giornaliero è stato spesso tra i 35 e i 45 dollari, anche se stringendo un po’ sono rientrato nei 30–40. A Quito per un ostello carino, con acqua calda che funzionava davvero (bonus) e dormitorio non troppo affollato, ho pagato tra 14 e 18 dollari a notte. Il pranzo di strada, con empanadas o piatto di riso e carne, si aggirava sui 3–5 dollari. Per muovermi in città con bus o metro spendevo meno di 1 dollaro a corsa.
In Colombia i numeri che ho visto erano simili. A Medellín ho dormito in un ostello in zona El Poblado per circa 15 dollari in dormitorio. A pranzo scendevo in una fonda locale e con 3–5 dollari mangiavo piatto del giorno, riso, carne, insalata e succo. Il caffè, ovviamente, costa poco ed è spesso migliore di tanti espresso costosi in Europa. Metro e bus integrati mi hanno permesso di girare tutta la città spendendo l’equivalente di pochi dollari al giorno.
Sulle zone caraibiche, tipo Cartagena o la costa verso Santa Marta, il budget sale un po’. Ma spesso la colpa non è dell’alloggio. Ricordo una giornata a Cartagena in cui la stanza in guesthouse mi era costata circa 13 dollari in dormitorio, i pasti erano rimasti sui soliti 4–6 dollari… e poi la sera mi sono “regalato” due cocktail sulla spiaggia. A fine giornata ho guardato il conto: i drink avevano quasi raddoppiato la spesa. La vera trappola stava lì, non nel letto.
Se ti attira l’acqua cristallina ma vuoi confrontare altri mari economici più vicini all’Europa, ha senso dare un occhio anche a risorse come Snorkeling a Maiorca nel 2025/2026: come scegliere il tour in barca giusto (senza svuotare il portafoglio).
Per tenersi sotto i 40 dollari in Ecuador e Colombia, a me ha funzionato questo approccio piuttosto spartano:
- niente alcol tutti i giorni, soprattutto al mare;
- ostelli con colazione inclusa, così parti già con un pasto pagato;
- app locali per i trasporti o bus pubblici, invece dei taxi presi al volo nelle zone turistiche;
- tour condivisi invece di gite private, a meno che non ti serva davvero una guida solo per te.
Prima di partire ho anche dato un’occhiata online alla questione sicurezza, sia con articoli di viaggio sia con siti che aggregano indicatori generali per le città sudamericane. Non entro nei dettagli tecnici, ma avere un quadro di base su quartieri, orari e mezzi da usare toglie un po’ di ansia e ti aiuta a scegliere ostelli in zone meno problematiche.
Se ti tieni lontano dalle aree più patinate e dai locali “instagrammabili” a ogni costo, Ecuador e Colombia restano accessibili anche con un portafoglio da studente.
Come scegliere il Paese giusto e restare davvero sotto i 30–40 dollari al giorno
Alla prima pianificazione di questo giro mi sembrava impossibile capire dove avrei speso di più. Poi, dopo un mese, mi sono accorto che il vero spartiacque non era solo il Paese, ma quanto correvo, quanti tour prenotavo e quante volte dicevo “vabbè, solo questo extra”.
Se dovessi raissumere in modo brutale: Bolivia è la scelta migliore se vuoi spendere il minimo possibile e non ti spaventa qaulche scomodità. Perù viene subito dopo, ti dà una varietà assurda di paesaggi e città, ma nelle zone super turistiche il portafoglio soffre un po’ di più. Ecuador e Colombia costano qualche dollaro in più al giorno, però ti regalano mare, città un filo più moderne e una scena urbana che a molti piace.
Tradotto in consigli pratici:
- se devi proprio tirare la cinghia, inizia dalla Bolivia e fermati più giorni nelle città meno care;
- se sogni Machu Picchu ma non vuoi bruciare il budget, fai base in città più economiche e limita i tour organizzati “all inclusive” a una o due esperienze clou;
- se puoi spendere un po’ di più e vuoi anche mare e vita notturna, guarda a Colombia ed Ecuador mantenendo però la testa sul budget giornaliero.
Ovunque tu vada, le leve per tenere bassi i costi sono quasi sempre le stesse. Prenotare ostelli con cancellazione flessibile, tenendo d’occhio come cambiano i prezzi nei giorni successivi. Usare bus notturni quando ha senso, così il trasporto diventa anche “hotel”. Scegliere street food e mercati piuttosto che ristoranti con menù plastificati e foto dei piatti. Limitare i tour iconici super costosi a pochi momenti forti del viaggio, come un pacchetto completo per Machu Picchu, il salar in Bolivia o un’uscita in barca particolarmente speciale.
Se stai valutando altri grandi viaggi low cost più montanari che sudamericani, ha senso leggere anche Trekking Himalaya 2026: la guida pratica che avresti voluto leggere prima di partire. Stesso problema: tanta voglia di partire, budget corto, pianificazione chirurgica.
Io controllo sempre pure meteo e clima prima di fissare un volo, con quei siti che mostrano mese per mese temperature e piogge: andare fuori alta stagione turistica ha spesso tagliato i prezzi di alloggi e tour in modo molto concreto. Più pioggia, meno selfie, ma anche meno conto a fine giornata.
Alla fine la tecnica più onesta che ho trovato è ridicola nella sua semplicità: mi fisso un tetto giornaliero (per esemipo 35 dollari in contanti nel portafoglio) e provo a non superarlo. Se avanza qualcosa, tanto meglio per un tour extra qualche giorno dopo. E a volte una notte in più in una città cheap, senza FOMO, vale più di correre a vedere tutto spendendo il doppio. Sud America, per ora, permette ancora questo gioco.
