Vietnam al massimo storico: cosa dicono i numeri del 2025–2026
Il Vietnam è nel suo momento d’oro. Nel 2025 gli arrivi internazionali hanno toccato un nuovo massimo storico secondo i dati ufficiali e gli ultimi report di settore, incluso lo studio di daytripsvietnam.com, che ormai è una lettura obbligata per chiunque lavori nel turismo locale.
Non serve perdersi in tabelle: il succo è questo. Gli arrivi totali continuano a salire, il peso degli europei nel 2026 cresce a vista d’occhio e il tempo medio di permanenza si allunga. Chi arriva dall’Europa non si ferma più solo a Hanoi e Ho Chi Minh City: resta di più, si sposta sulle coste e va a caccia di giungla, montagne, lagune.
Risultato: località come Hoi An, Da Nang, Nha Trang e Phu Quoc iniziano a riempirsi anche fuori dai classici picchi natalizi. E in montagna, da Sa Pa a Ha Giang, gli ombrellini delle guide spuntano un po’ ovunque tra le risaie. Ho visto personalmente un trekking a Ha Giang passare da “ci siamo solo noi e due franxesi” a “gruppo misto con italiani, tedeschi e spagnoli, stile gita scolastica internazionale”, nel giro di due anni.
No, non è solo colpa di TikTok. Il boom arriva anche da voli più accessibili, più collegamenti diretti dall’Europa, percezione di sicurezza abbastanza alta e una certa voglia di cambiare rotta dopo anni di Thailandia. Mettici che il Paese è semplice da girare, che il cibo è pazzesco e che puoi ancora mangiare street food spendendo pochissimo, ed ecco la miscela perfetta.
Ma l’entusiasmo si vede subito nei portafogli. Lo stesso hotel a Da Nang che nel 2023 pagavo circa 25 euro a notte, nel 2025 in alta stagione è arrivato a sfiorare i 40. Tariffe aumentate nel giro di un mese, senza grandi lavori di ristrutturazione nel mezzo, giusto un nuovo neon all’ingresso e un buffet col pho più fotogenico.
Il punto è che il Paese resta conveniente, ma il “Vietnam super low cost” comincia a scricchiolare, soprattutto nelle zone più di moda. E nelle prossime righe andiamo dritti dove fa più male: mare, isole, hotel, voli interni e tour organizzati.
Mare, isole e giungla: dove si concentra il boom (e dove esplodono i prezzi)
Immagina di sbarcare a Phu Quoc in alta stagione. Scendi dall’aereo, ti aspetti una distesa di scooter e invece ti ritrovi più zaini europei che motorini. A me è successo una mattina di gennaio: fila di taxi, accenti francesi ovunque, italiani che litigano su dove andare a mangiare la prima zuppa di noodles. Una scena che qualche anno fa sarebbe sembrata quasi surreale.
Secondo i report sul turismo per il 2025–2026, l’ago della bussola si sta spostando sempre più veso mare e natura. Le città storiche restano importanti, ma chi vola fin qui vuole anche spiagge, baie turchesi, trekking tra le risaie e qualche foto in costume con sfondo giungla.
La mappa del “troppo successo” è abbastanza chiara. Sulla costa: Da Nang, Hoi An, Nha Trang, Mui Ne e naturalmente Phu Quoc. Per la parte natura e trekking: Sa Pa, i paesaggi spettacolari di Ha Giang e le zone di fiume e grotte vicino a Ninh Binh. In molti casi non sono più solo tappe per zaino in spalla: arrivano famiglie europee, coppie in viaggio di nozze, gruppi di amici che una volta avrebbero scelto Grecia o Spagna.
Francia, Germania, Italia e Spagna pesnao sempre di più. Molti costruiscono l’itinerario così: qualche giorno tra Hanoi o Ho Chi Minh City, poi subito volo interno verso il mare. Questo combinato città + spiaggia gonfia le notti in hotel costieri e fa salire i prezzi dei tour in barca, soprattutto nelle baie più scenografiche.
Chi ha già dato un occhio a quanto si spende per il mare in Europa lo sente subito. Se hai letto l’analisi su quanto pagano le famiglie a Maiorca nel 2026, con hotel e ristoranti che superano facilmente i costi italiani, ti colpisce vedere come il Vietnam, che pochi anni fa era l’emblema del viaggio ultra economico, si stia avvicinando a certi budget mediterranei.
Detto questo, il Paese è enorme e le differenze sono fortissime. Phu Quoc in altissima stagione può costare molto più di una cittadina costiera secondaria. Una barca al tramonto davanti alla spiaggia instagrammabile avrà tariffe ben diverse rispetto al villaggio qualche chilometro più in là.
L’effetto social pesa parecchio. Le immagini delle baie da cartolina, dei ponti di legno sospesi sull’acqua turchese e dei resort con piscina a sfioro riempiono i feed. Questo porta nuove ondate di viaggiatori anche fuori dai classici mesi di ferie europei. E i picchi di prezzo diventano un puzzle interessante, perché si sommano: quando si incontrano Capodanno lunare, vacanze europee e periodi di viaggio cinesi, i resort raddoppiano, letteralmente.
In un piccolo resort sul mare, per esempio, ho pagato a febbraio circa la metà rispetto alla stessa stanza durante il periodo del Tet, due settimane dopo. Stesso letto, stessa colazione, stessa spiaggia. L’unica differenza: avevo scelto la settimana “sbagliata”.
Hotel, voli interni e tour in Vietnam: come cambiano i prezzi nel nuovo boom
Il cuore della questione è qui: dove stanno salendo di più i prezzi e quanto incide sul budget di viaggio classico Hanoi – Da Nang – Ho Chi Minh City?
Parto dagli hotel. Nelle città grandi, dagli ostelli agli hotel business, gli aumenti ci sono ma restano gestibili. Lo scatto vero l’ho visto sulle coste e nei posti super fotografati. Il mio esempio di Da Nang è abbastanza rappresentativo: nel 2023 dormivo in una buona stanza doppia con colazione per circa 25 euro a notte; nel 2025, in piena alta stagione, la stessa struttura chiedeva poco sotto i 40. A Hoi An, una guesthouse carina vicino al centro è salita da circa 18 a quasi 30 euro nella stessa finestra temporale.
I dati di settore, inclusi quelli presi da daytripsvietnam.com, parlano chiaro: più arrivi nel 2025, ancora più europei nel 2026, e la pressione si concentra sugli hotel di fascia media e superiore. I posti troppo basici restano vuoti, le strutture “instagrammabili ma non carissime” sono le prime a riempirsi e ad alzare i prezzi.
Prima di fissare il budget conviene dare un’occhiata a un comparatore di prezzi alberghi. Io, per farmi un’idea di partenza, uso spesso le sezioni dedicate ai prezzi degli hotel su HikersBay, giusto per capire se i 30 euro che vedo su un portale sono una buona occasione o se sto puntando al periodo più caro dell’anno.
Passiamo ai voli interni. L’itinerario classico è qualcosa tipo: arrivo a Hanoi, poi volo verso Da Nang o Hue, e infine giù ad Ho Chi Minh City, con magari una deviazione verso Phu Quoc. Qui il salto di costo tra prenotazione anticipata e “ci pensiamo quando arriviamo” è notevole. Un Hanoi – Da Nang preso due mesi prima mi è costato circa 35 euro; lo stesso volo, stesso orario, controllato sotto data in periodo di festa locale arrivava vicino ai 70.
Ho anche avuto il caso del volo spostato di orario tre giorni prima, con proposta di cambio su una fascia più comoda… ma a tariffa aggiornata, manco fosse upgrade business. Nulla di tragico, ma se sommi questi dettagli su un viaggio di tre settimane, i conti finali non assomigliano più al “Vietnam da 20 euro al giorno” raccontato da certi blog di anni fa.
Capitolo tour ed escursioni. Halong Bay è il miglior esempio: la classica crociera di una notte, che nel 2019 vedevo vendere tranquillamente sotto i 100 euro a persona, nel 2025 in alta stagione arrivava facilmente ben oltre quella cifra nelle agenzie degli hotel del centro di Hanoi. Stesso discorso per le barche a Ninh Binh o per i tour in jeep sulle dune di Mui Ne: comprati all’ultimo, nel posto più turistico, ti fanno sentire di nuovo a casa… in alta stagione sul Mediterraneo.
Qui il paragone con l’articolo su quanto costa un giorno di mare in Turchia è illuminante. Tra Fethiye, Marmaris, Antalya e Bodrum, con un po’ di ricerca, riesci a stimare i costi giornalieri prima di partire. In Vietnam, oggi, il salto tra bassa e alta stagione e tra zona super famosa e cittadina di seconda fila è più violento. Senza un minimo di preparazione puoi finire a pagare una gita in barca a Ninh Binh il doppio di chi l’ha prenotata online o attraverso una piccola agenaia lontana dal centro turistico.
Quando prenotare e come schivare i picchi di costo in Vietnam nel 2025–2026
Se prenoti il Vietnam come prenoteresti un weekend a Parigi, paghi troppo. Funziona proprio così.
Con il boom di arrivi del 2025 e la crescita europea prevista per il 2026, i periodi davvero convenienti si sono accorciati. Per chi parte dall’Europa, la finestra novembre – inizio dicembre e quella fine febbraio – inizio aprile restano spesso il compromesso migliore tra clima decente e prezzi non deliranti. Ma non basta guardare il calendario: il Paese è lungo, le stagioni cambiano molto tra nord, centro e sud. Vale la pena incrociare i piani con servizi di meteo e clima tipo quelli che offre HikersBay, giusto per capire dove stai andando a cercare il sole e dove ti aspetta la pioggia orizzontale.
Per gli hotel di fascia media al mare, soprattutto a Hoi An, Da Nang, Nha Trang e Phu Quoc, mi sto abituando a bloccare le stanze 2–3 mesi prima. Non per mania di controllo, ma perché se arrivi sotto data rischi di trovarti solo resort di lusso a prezzi da luna di miele o strutture un po’ tristi rimaste libere per un motivo molto chiaro appena apri la porta.
Con i voli interni il margine di risparmio è ancora più grande. Appena ho le date dei voli internazionali verso e dal Vietnam, cerco di fissare subito anche i voli interni principali. È un po’ il contrario di certi viaggi ferroviari: nel pezzo dedicato al treno panoramico Kandy–Ella in Sri Lanka si racconta come convenga organizzarsi per tempo o valutare l’auto. In Vietnam, per il 2025–2026, lo stesso ragionamento vale per i voli interni: improvvisare tutto sul posto in piena alta stagione significa spesso pagare di più e prendere orari scomodi.
Per evitare i picchi grossi, ci sono tre regole semplici che a me ormai vengono automatiche: scanso il Tet e i principali ponti locali, non concentro tutto il viaggio su Phu Quoc se il budget è stretto, inserisco qualche tappa meno famosa lungo il percorso. Un paio di notti in una cittadina di costa meno nota o in un’area rurale possono alleggerire il conto finale senza sacrificare l’esperienza.
Il metodo che uso di solito è questo: prima decido le 2–3 tappe “care” del viaggio – per molti saranno Halong Bay, Phu Quoc, Hoi An – e le blocco con anticipo. Su queste non voglio sorprese. Poi lascio aperte le tappe di seconda fila, dove posso permettermi di arrivare e scegliere sul posto, magari ascoltando anche i consigli di altri viaggiatori.
Alla fine il Vietnam, nel confronto con molte mete europee di mare, resta ancora conveniente. Ma nel 2025–2026 la differenza non la fa più il Paese in sé, la fa quanto ti organizzi. Chi pianifica un minimo continua a pagare “prezzi Vietnam”. Chi atterra senza idea di stagioni, feste locali e zone di moda si ritrova, senza nemmeno accorgersene, a pagare “prezzi da moda globale”.
