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Vietnam o Thailandia nel 2026? Prezzi veri, esperienze reali e a chi conviene cosa

Vietnam o Thailandia nel 2026? Prezzi veri, esperienze reali e a chi conviene cosa

Vietnam vs Thailandia: cosa è cambiato davvero (e perché tutti parlano del Vietnam)

La scena è questa: notte fonda, luce blu dello schermo, io con un tè ormai freddo e Skyscanner aperto. Da una parte Hanoi, dall’altra Bangkok. Prezzi simili, date simili, cervello in tilt. E il messaggio dell’amico sul telefono: “Oh, ma allora vado in Vietnam o in Thailandia?”.

Negli ultimi anni la risposta non è più così scontata. Per tanto tempo la Thailandia è stata “la” porta d’ingresso al Sud-Est asiatico: facile, economica, super organizzata. Adesso però nei report più recenti sul turismo in Asia si vede un’altra curva che sale forte: il Vietnam. Più voli, più hotel nuovi, più tour organizzati e soprattutto un’immagine ormai chiara: sicuro, conveniente e ancora un po’ meno saturo rispetto alla Thailandia.

Dietro c’è un mix di fattori molto concreto. Il governo ha spinto sugli investimenti in strade, aeroporti e trasporti interni. Sono aumentati i collegamenti aerei diretti dall’Europa e da altre città asiatiche. La classe media locale viaggia di più, quindi il settore turistico è cersciuto anche per soddisfare i viaggiatori vietnamiti, non solo gli stranieri. Risultato: più scelta, più concorrenza, prezzi che reggono bene.

Sul tema sicurezza, il quadro che ho trovato io – e che torna spesso nei racconti di altri viaggiatori – è questo: in Vietnam la sensazione generale è di stabilità, pochissima microcriminalità visibile, meno episodi di truffe aggressive rispetto ad alcune zone ultra-turistiche della Thailandia. In Thailandia, specie nei giri classici tra Bangkok, Phuket e le isole, si percepisce che tutto è rodato, ma proprio per questo in certe aree il turista è visto un po’ come portafoglio ambulante.

Nessuno dei due è il paradiso in terra. In Vietnam i motorini ti sfiorano a mezzo centimetro, in Thailandia ci sono baracci che vivono solo di bucket di alcol e addii al celibato. L’idea di questo confronto non è “Vietnam batte Thailandia 3-0”, ma capire a chi conviene l’uno e a chi conviene l’altra, guardando ai prezzi reali di alloggi, cibo, trasporti, tour. Non listini teorici, ma cifre concrete: quelle che ho pagato sul posto o che ho incrociato confrontando dati da piattaforme come HikersBay, utilissima per farsi un’idea onesta di hotel e costi di viaggio città per città.

Perché poi la vera domanda di chi sta scegliendo la meta non è “quanto costa in assoluto”, ma “che qualità ottengo con il mio budget”. E qui le differenze tra backpacker, coppie e famiglie diventano davvero interessanti.

Prezzi a confronto: alloggi, cibo e trasporti tra Hanoi e Bangkok (e oltre)

Entro subito nel portafoglio. Ad Hanoi, per una guesthouse pulita, stanza doppia con bagno privato e colazione semplice, ho speso circa 18 euro a notte. Niente lusso, ma lenzuola fresche, acqua calda e proprietaria che ti prepara il tè alle 6 del mattino. A Bangkok, per una stanza moto simile vicino a una fermata della metro, ho sborsato intorno ai 28 euro. A Chiang Mai con 23-25 euro trovavo cose paragonabili, ma era già “affare”.

Nel 2025 la sensazione è che il Vietnam sia ancora un gradino più economico sulla fascia bassa e media. La Thailandia, invece, offre una gamma più ampia nella fascia medio-alta: resort, hotel con piscina, catene internazionali, tutto molto standardizzato… e con il conto che si vede.

Sul cibo il discorso è ancora più netto. In una viuzza di Hanoi ti siedi su uno sgabellino di plastica, il signore davanti a te fa bollire il brodo da ore e ti serve una ciotola enorme di phở fumante per 1,50–2 euro. Un bánh mì per strada mi è costato a volte 1 euro secco. In Thailandia, un pad thai onesto in una zona non super turistica sta sui 2–3 euro, un curry con riso poco di più. Ma appena finisci nelle vie più famose di Bangkok o sulle isole “instagrammate”, il prezzo può raddoppiare senza troppa vergogna.

Ricordo ancora la volta in cui, su una micro isola thailandese, ho pagato una noce di cocco quasi 6 euro. Stessa cifra di un aperitivo in centro a Milano. Il giorno prima, in Vietnam, una birra glaciale al tavolino minuscolo mi era costata 80 centesimi. E non era in mezzo al nulla, ma in un quartiere pieno di gente.

Per i trasporti interni, in Vietnam ho usato spesso i famosi sleeping bus: sedili-letto, lucine psichedeliche, musica un po’ troppo alta. Ho pagato tra i 10 e i 18 euro per tratte lunghe tipo Hanoi – Hue o Hue – Da Nang. Prezzo ottimo, comfort… dipende. In Thailandia ho speso di solito qualche euro in più per bus e treni, però con organizzazione più prevedibile. I voli low cost interni in Thailandia sono ormai una routine: Bangkok–Chiang Mai, Bangkok–Krabi, spesso con tariffe ridicole se prenoti un minimo prima.

In Vietnam i voli interni sono cresciuti tanto: più rotte, più concorrenza, tariffe spesso aggressive tra Hanoi, Da Nang, Nha Trang, Ho Chi Minh. Non è più il Paese in cui “se vuoi risparmiare devi per forza fare 15 ore di bus”.

Se vuoi capire a clpo d’occhio quanto ti costerà una notte in hotel o ostello ad Hanoi rispetto a Bangkok o Da Nang rispetto a Chiang Mai, strumenti come le sezioni sulle costi degli hotel su HikersBay aiutano a fare confronti rapidi senza perdersi in mille siti diversi.

C’è poi il tema stagionalità. Sulle isole thailandesi, in alta stagione i prezzi saltano su in modo brutale. A Natale Capodanno ti ritrovi a pagare una capanna “molto basic” più di un buon tre stelle in città. In alcune zone di costa del Vietnam, nella stessa finestra, le tariffe restano più moderate. Se ti stai chiedendo dove andare quando hai ferie a metà anno, l’articolo Spiagge asiatiche a giugno: dove trovi davvero sole, mare caldo e offerte entra proprio nel dettaglio delle differenze tra zone e periodi.

Tagliando con l’accetta: per una giornata tipo con camera semplice, tre pasti fuori e un paio di spostamenti, in Vietnam spesso spendi meno. La Thailandia però resta davanti su comfort medio e scelta, soprattutto se vuoi cose molto codificate e zero sorprese.

Perché il Vietnam sta esplodendo nel 2025: sicurezza, autenticità e turismo che cambia

Perché tutti quelli che tornano dal Sud-Est asiatico adesso parlano più di Da Nang e Hoi An che di Phuket?

Il boom del Vietnam non è solo moda TikTok. I numeri degli arrivi internazionali crescono costantemente, si vedono nuovi hotel, caffè, servizi turistici che dieci anni fa non c’erano. Molti viaggiatori che ci erano stati “ai tempi” e sono tornati recentemente dicono la stessa cosa: è più comodo, ma non (ancora) stravolto dai mega resort.

L’atmosfera percepita è di autenticità relativa: mercati che servono soprattutto locali, quartieri in cui senti parlare solo vietnamita, piccoli homestay in campagna. Non è la giungla inesplorata, ma non è neanche la fila di beach club che sparano house fino alle 4 del mattino.

Dal punto di vista della sicurezza soggettiva, io in Vietnam mi sono sentito tranquillo di girare di sera nelle zone centrali di Hanoi e Ho Chi Minh. Tanta gente in giro, bar pieni, pochissimo clima da “zona grigia”. In Thailandia la vibe generale è super rilassata, il Paese è abituato ai turisti da decenni, ma in certe aree ultra-alcoliche il mix di ubriaconi, scooter e cocktail in secchiello non è proprio quello da vacanza zen.

Problemi in Vietnam ce ne sono: traffico folle nelle grandi città, qualche taxi che prova ad allungare il giro, barche turistiche di massa nella baia di Ha Long dove ti ritrovi a fare slalom tra selfie stick. Non è tutto perfetto e non lo diventerà domani.

In Thailandia capita più spesso quella sensazione da “bancomat con le gambe” in zone super famose: prezzi pompati, extra a sorpresa, venditori che non mollano. In Vietnam, invece, a volte la barriera linguistica è più pesante, soprattutto fuori dai circuiti principali, ma le persone tndono a essere molto dirette e, in generale, se ti fregano lo fanno su piccole cifre, non su intere escursioni.

Per chi vuole prepararsi un po’ prima di partire, HikersBay è comodo non solo per i prezzi. Nelle sezioni su clima e sicurezza puoi farti una prmia idea di quando andare a Da Nang, se Hanoi d’inverno è davvero così fredda, o come viene valutata Bangkok rispetto a Ho Chi Minh. Non sostituisce il buon senso, ma aiuta a decidere dove fermarsi qualche giorno in più.

Sta anche cambiando il tipo di esperienza che molti cercano. Non più solo feste infinite sulla spiaggia, ma “wild ma non folle”: natura, un pizzico di adrenalina, però con un letto decente la sera. Lo stesso trend si vede in destinazioni totalmente diverse. L’articolo Safari in Sri Lanka: Yala, Udawalawe o Minneriya/Kaudulla? racconta la stessa esigenza nel contesto dei parchi: esperienza forte, ma con qualche paracadute.

Il Vietnam oggi si infila proprio lì in mezzo: avventura accessibile, prezzi ancora bassi, autobus che partono davvero, ma senza la sensazione permanente di caos ingestibile.

Backpacker, coppie o famiglie? Chi sta meglio in Vietnam e chi in Thailandia

Se viaggi con lo zaino, la giornata tipo in Vietnam è quasi un videogame. Ostello in dormitorio a Hanoi per 6–8 euro, colazione con caffè fortissimo e bánh mì all’angolo, due ore a contrattare un motorino per esplorare risaie o montagne attorno a Sa Pa, street food la sera e sleeping bus per la tappa successiva. Con 25–30 euro al giorno ti muovi, mangi bene, dormi dignitosamente e ti avanza qualcosa per una birra. Non devi vivere di riso in bianco per risparmiare.

In Thailandia la vita da backpacker è comodissima: ostelli ovunque, agenzie che ti vendono biglietti per bus, barca, treno in un colpo solo, gruppi WhatsApp per trovare compagni di taxi. Le isole sono un parco giochi infinito. Però, soprattutto nelle mete più famose, i prezzi si sono alzati di un filo rispetto al mito “tutto a 5 euro”. Il dormitorio a 5 euro lo trovi ancora, ma non sempre in posizioni da sogno. L’impressione è che l’età dell’oro dei super-affari si stia spostando lentamente verso il Vietnam.

Per le coppie cambia proprio il tipo di caccia: non più all’ostello, ma al posto con atmosfera. In Thailandia è ancora facilissimo trovare resort con piscina, massaggi, tramonti da cartolina, cene sulla spiaggia a Krabi o Koh Lanta. Luna di miele, anniversari, viaggi di coppia “zero sbatti”: la Thailandia gioca in casa. I prezzi però, soprattutto nelle località da catalogo, sono saliti. Una camera in resort carino a Koh Phi Phi oggi ti chiede tranquillamente 80–120 euro a notte in alta stagione.

In Vietnam, con la stessa cifra, spesso una coppia si regala un boutique hotel super curato a Hoi An, con bici gratuite per andare in centro e magari una piccola piscina interna. A Da Nang ho dormito in un hotel con rooftop vista fiume, colazione a buffet e stanza grande intorno ai 45 euro. Giri in barca tra i paesaggi di Nin Binh o nella baia di Ha Long, se ben scelti, offrono scenari davvero forti senza toccare budget stellari. Con un budget medio una coppia in Vietnam oggi riesce spesso a concedersi un livello di comfort leggermente più alto rispetto a quello che avrebbe in Thailandia mantenendo la stessa spesa giornaliera.

Arriviamo al fronte più delicato: famiglie. Immagina due genitori con due figli piccoli, due settimane disponibili e la domanda di rito: “Dove li portiamo che non sia un delirio?”.

La Thailandia è molto amichevole in questo: resort family friendly, spiagge con fondali bassi, tanta offerta di ristoranti “easy”, infrastruttura medica affidabile, parchi acquatici, escursioni organizzate a pacchetto. Puoi piazzarti a Phuket, Khao Lak o Koh Samui e costruire due settimane con gite, piscine, un minimo di avventura ma sempre in modalità controllata.

In Vietnam, città come Da Nang stanno diventando alternative serie. Lunghe spiagge, hotel moderni con camere familiari, tanti caffè e ristoranti dove anche i bambini trovano qualcosa di non troppo strano nel piatto. Meno parchi a tema e meno intrattenimento preconfezionato però. Se sei abituato a viaggiare da solo con i figli, gestire taxi, spostamenti e piccoli contrattempi, il Vietnam nel 2025–2026 è davvero competitivo per rapporto qualità/prezzo. Se invece vuoi proprio “zero pensieri” e programma già pronto, la Thailandia resta più semplice.

Chi sta valutando grandi viaggi con bambini di solito non mette sul tavolo solo Asia. Spesso si guarda anche ad America Latina, Oceania, mille idee. In questo senso l’articolo Brasile oltre Rio: 10 posti da non perdere nel 2026 è un buon confronto mentale: ti fa capire quanto cambia il budget spostandoti di continente, ma anche che tipo di energie servono per reggere certe distanze con bimbi al seguito.

Per chiudere in modo molto pratico: backpacker con tre settimane e budget stretto? Nel 2026 io punterei forte sul Vietnam con un giro tipo Hanoi – Sa Pa – Hoi An – Da Nang – Ho Chi Minh. Coppia in cerca di resort senza sbattimenti e mare bello? Probabilmente ancora Thailandia: Bangkok due giorni e poi giù verso Krabi o Koh Lanta. Famiglia con bambini piccoli e voglia di un mix tra comfort e scoperta? Se è il primo grande viaggio lungo, Thailandia, zona Khao Lak o Koh Samui. Se è già il secondo o terzo giro fuori Europa, Vietnam con base tra Da Nang e Hoi An può essere la sorpresa migliore per il portafoglio e per i ricordi.

L’autore

Sebastian Boguszewicz

Viaggiatore e fotografo di viaggio. Architetto software, creatore di prezzi-mondiali.it e della piattaforma di viaggio hikersbay.com.