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Havana + mare low cost: la guida sincera alle migliori spiagge vicino all’Avana

Havana + mare low cost: la guida sincera alle migliori spiagge vicino all’Avana

Perché scegliere L’Avana con le Playas del Este invece dei mega resort

Se stai googlando qaulcosa tipo “Cuba L’Avana e spiagge vicine”, probabilmente vuoi due cose: mare caraibico serio e la sensazione di non essere prigioniero in un villaggio all inclusive con braccialetto di plastica al polso. Buone notizie: L’Avana + Playas del Este fa esattamente questo lavoro.

Le Playas del Este sono, in pratica, le spiagge urbane dell’Avana. Un arco di sabbia bianca e mare turchese a 20–30 minuti dal centro, collegato da una strada costiera dove vedi di tutto: bus locali, taxi collettivi, camioncini improvvisati. Nel 2025 molte guide le segnalano sempre più come alternativa più autentica (e meno cara) ai resort di Varadero e Cayo Coco.

Il bello è il mix. Mattina a L’Avana tra palazzi coloniali, musica in ogni angolo, musei, Malecón al vento. Pomeriggio con i piedi nella sabbia a Guanabo o Santa María del Mar. Torni in città solo per una doccia e un mojito, se proprio.

La prima volta che sono stato a Guanabo ho capito subito perché i cubani la domenica arrivano in spiaggia con la borsa frigo gigante, le pentole di riso e la cassa bluetooth. L’atmosfera è da gita in famiglia, non da resort plastificato.

Se stai pensando a un viaggio nel 2025, questo abbinamento città+mare funziona bene anche sul portafoglio. I taxi tra Habana Vieja e le Playas del Este mi sono costati l’equivalente di 8–10 euro a corsa, divisi in tre persone. Le case particular in zona spiaggia, prese con un minimo di anticipo, mi sono venute spesso meno di una notte in ostello in certe capitali europee.

Più avanti ti racconto le singole spiagge, un paio di itinerari da 5 e 7 giorni, costi reali e qualche dritta di sicurezza senza toni da brochure. E se sei una di quelle persone che guardano il meteo per settimane prima di prenotare (presente), magari stai ancora decidendo tra Caraibi e Asia: nel mio caso, prima di incastrare L’Avana stavo leggendo un pezzo sul meteo in Asia a giugno per capire dove trovare sole e prezzi decenti. Alla fine ha vinto Cuba, ma è stata una finale combattuta.

Playas del Este in breve: dove andare davvero tra Guanabo, Santa María del Mar e le altre

Immagina un ventaglio di spiagge che parte appena fuori città e si allunga verso est. Tutte collegate dalla stessa strada, tutte con sabbia chiara e acqua che va dal turchese all’azzurro imbarazzante. Questo sono le Playas del Este.

Le più nominate nelle guide 2025 sono sempre le stesse tre, ognuna con un suo carattere.

Santa María del Mar è la classica gita di giornata da L’Avana. È quella più attrezzata: lettini, ombrelloni, chioschi, qualche hotel. Se vuoi arrivare, buttarti in mare, bere una birra fredda e non pensare a niente, qui è facile. Trovi molti turisti, ma anche gruppi di cubani con la musica alta sotto le palme.

Boca Ciega è a metà strada come atmosfera: bar, casse a volume importante, gente che socializza parecchio. Ambiente miso, un po’ di tutto, dagli expat alle famiglie. Se ti piace la spiaggia con sottofondo di reggaeton costante, è il posto giusto. Se sogni il silenzio totale, forse meno.

Guanabo è la mia preferita. Non è solo “spiaggia”: è un paesino residenziale, con scuole, autobus, mercati. Qui vedi la vita di tutti i giorni. Case particular ovunque, dal piano di sopra di una famiglia alla villetta un po’ anni ’50. La spiaggia è lunga, ampia, con zone più tranquille e altre più affollate, soprattutto nel weekend.

C’è anche Playa Mi Cayito, una piccola baia che negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento per la comunità LGBTQ+ e per chi cerca un’area un po’ più raccolta. Non serve farci un trattato: è una spiaggia, c’è gente rilassata e nessuno guarda storto nessuno. Fine.

In tutte queste spiagge il mare non ha nulla da invidiare ai resort. La differenza è che dietro la riga di sabbia non hai solo piscine e ristoranti a buffet, ma strade normali, bus che portano i bimbi a scuola, persone che vanno al lavoro.

Uno dei momenti che ricordo meglio è stato il primo pranzo di pesce in una paladar di Guanabo. Aragosta, riso, insalata, birra. Ho pagato l’equivalente di 10–12 euro. A Varadero, in un ristorante fronte mare da zona resort, la stessa cosa mi era costata quasi il doppio. In quel momento ho deciso che il mare, d’ora in poi, lo voglio con i cavi della luce a vista e non solo con i vialetti perfetti.

Per farti un’idea dei prezzi di hotel e appartamenti, io di solito prima di partire do un’occhiata alle stime su siti che raccolgono costi di vita e alloggi in giro per il mondo, HikersBay per esempio. Ti fai un’idea delle fasce di prezzo e poi cerchi la tua combinazione.

Nota per i fanatici della quiete: nei weekend il volume sale. Musica, venditori che passano a proporti rum, frutta, panini. Non è Ibiza, ma il silenzio assoluto non abita qui.

Itinerari 5–7 giorni tra L’Avana e spiagge vicine: come incastrare cultura e relax senza impazzire

Con 5 giorni a disposizione sembra di non avere tempo per niente. In realtà, stretti ma ci si sta.

Io con 5 giorni ho fatto così: sono atterrato a L’Avana, tre notti in una casa particular in Habana Vieja. Cameretta semplice, balconcino su una strada rumorosa, colazione con caffè fortissimo e pane tostato. Stavo su 25–30 euro a notte per una doppia. Di giorno giravo a piedi: centro storico, Malecón al tramonto, Plaza de la Revolución, un paio di musei senza esagerare. Una sera sono finito in un piccolo locale con musica dal vivo e ballo improvvisato, la classica serata a L’Avana che non ti ricordi in che giorno fosse.

Dopo queste 2–3 notti, mi sono spostato a Guanabo per chiudere il viaggio al mare. Qui altra casa particular, stavolta con veranda e amaca. Prezzo molto simile, tra 20 e 35 euro a notte per la doppia, contrattando un minimo e prenotando non proprio il giorno prima. Giornate divise così: mattina mare, pomeriggio mare, sera gelato e passeggiata. Nessuna scienza. Ho scelto di finire al mare e non il contrario perché arrivi distrutto dal volo e dall’impatto con la città; la testa ti si sistema negli ultimi giorni, con i piedi nell’acqua.

Se hai 7 giorni, la cosa diventa davvero godibile. Io ho allungato con un giorno extra di esplorazione urbana: un giro a Fusterlandia tra le case mosaicate, una deviazione nella Habana moderna per vedere la città oltre il solito saliscendi coloniale. Poi ho regalato a me stesso un giorno “vuoto” in spiaggia, programmato scientificamente: solo mare, una siesta all’ombra, gelato e assoluto non fare nulla. Neanche la foto del tramonto, ero troppo pigro per tirare fuori il telefono.

Sui costi: il piatto base riso+fagioli+pollo in una paladar di quartiere mi è venuto sui 4–5 euro. In un ristorante “per turisti” sul lungomare, stesso concetto di piatto, porzione un po’ più instagrammabile, sono salito anche a 12–15 euro. Li ho pagati una volta, più per curiosità che per convinzione. Esperimento chiuso lì.

Per muovermi tra L’Avana e le Playas del Este ho alternato taxi privati e taxi collettivi. Il taxi turistico, con auto relativamente recente, veniva intorno ai 8–10 euro a tratta dall’Habana Vieja a Guanabo. Il taxi collettivo, con più persone stipate e auto piuttosto vissuta, stava sui 2–3 euro a persona, ma ovviamente senza orari svizzeri. Il bus turistico lungo la costa l’ho provato una volta sola: economico, lento, ma onesto.

Una delle micro frustrazioni: una cosra in taxi presa al volo sotto la pioggia, con l’autista che ha buttato lì un prezzo alto “perché piove e la benzina costa”. Ho contrattato un po’, ma ho comunque pagato più del solito. E lo stesso con una bottiglia di rum presa di impulso in un ngeozio super turistico il primo giorno, per poi scoprire una settimana dopo che al supermercato fuori dal centro costava un terzo.

Quando stavo decidendo il periodo, oltre a Cuba stavo valutando se infilare un altro viaggio in Asia all’inizio dell’estate. Mi sono letto una guida sulle mete in Asia con bel tempo e prezzi umani a giugno e un pezzo sui monsoni in Asia a giugno. Guardare la stagione delle piogge caraibica e i monsoni asiatici in parallelo aiuta a decidere dove rischiare meno acquazzoni e più giornate di sole.

Quanto costa davvero L’Avana + Playas del Este e come muoversi in sicurezza

Parliamo di soldi, poi di sicurezza. Senza giri di parole.

Una colazione in casa particular a L’Avana, con frutta, pane, uova, caffè, a me è costata di solito tra 4 e 5 euro a persona. A volte anche meno, se restavo più notti. Un mojito in un bar molto turistico dell’Habana Vieja mi è costato sui 6–7 euro. Lo stesso drink in un bar semplice verso Guanabo, seduto su una sedia di plastica con il mare davanti, 3–4 euro. Inizia a diventare chiaro perché questa combinazione città+Playas del Este è interessante.

Una cena di pesce a Guanabo, con aragosta, contorni e una birra, mi è venuta di solito tra 10 e 15 euro. Se andavo in posti chiaramente pensati per stranieri, con menù plastificato in tre lingue e camerieri troppo sorridenti, i prezzi salivano subito. Ma basta spostarsi di una strada per cambiare fascia.

Dal aeroporto all’Habana Vieja ho pagato intorno ai 25–30 euro per il taxi ufficiale, dividendo il costo con un’altra persona incontrata al ritiro bagagli. Dalla città alle Playas del Este, come dicevo, stavo sui 8–10 euro per un taxi intero, oppure 2–3 a testa nei collettivi. In alcuni casi ho contrattato prima di salire, in altri ho semplicemente accettato il prezzo perché avevo fretta. Quando preparavo il viaggio ho dato un’occhiata anche alle stime di costi di hotel e vita quotidiana su HikersBay, giusto per non partire completamente alla cieca col budget.

Sulla sicurezza: io a L’Avana mi sono mosso abbastanza tranquillo anche la sera, tra centro e Malecón. Niente eroismi, ma nemmeno paranoie. Di solito tenevo la quantità di contanti del giorno nel portafoglio, il resto più nascosto in camera o in una cintura porta soldi. Il passaporto non l’ho mai girato in tasca di sera, solo copia. Sul bus affollato preferisco tenere il telefono in tasca interna o nello zaion chiuso, non in mano come se fossi in salotto.

A Guanabo dopo il tramonto l’atmosfera cambia: bar pieni, musica alta, gente che beve birra fuori, venditori che ti propongono di tutto, dai sigari ai souvenir improbabili. Io mi sono sempre sentito fisicamente al sicuro, ma mentalmente un po’ stanco dai “amigo, vieni a vedere…”. Non aggressivi, solo insistenti. Dopo un po’ impari a dire no con un sorriso e andare oltre.

Se stai ancora decidendo tra Caraibi a inizio estate e Asia, può tornare utile dare un occhio alle zone dove il monsone è più gentile. C’è chi pianifica i viaggi in base a guide sul tema, per esempio quelle su Asia a giugno senza monsone (quasi), e poi mette Cuba nell’equazione se il calendario combacia.

A livello pratico, quello che mi è servito davvero è stato portare un po’ di contanti in euro o dollari, una manciata di pazienza per gestire i taxi e il cambio valuta, e qualche numero ben chiaro in testa. Il resto l’ho capito direttamente sul posto, tra una corsa di taxi riuscita e due no.

L’autore

Sebastian Boguszewicz

Viaggiatore e fotografo di viaggio. Architetto software, creatore di prezzi-mondiali.it e della piattaforma di viaggio hikersbay.com.

2 commenti

  1. Mi piace molto l’idea di combinare L’Avana con le Playas del Este invece del solito resort incastrato nel nulla, soprattutto per vivere un po’ di più la vita locale. Quello che mi chiedo però è: quanto è facile, nella pratica, spostarsi ogni giorno tra centro città e spiagge? Ci sono orari o giorni in cui i mezzi diventano un incubo (tipo weekend o festivi) e conviene assolutamente il taxi o il colectivo? E per chi non vuole solo “spiaggia urbana”, consigli qualche tratto di costa meno affollato ma ancora raggiungibile senza noleggiare l’auto?

    1. Zeno, grazie, hai centrato proprio lo spirito del post: vivere L’Avana senza finire isolati in un resort. In pratica, tra centro e Playas del Este i bus turistici funzionano bene la mattina, ma tra le 16 e le 18 soprattutto nel weekend possono riempirsi parecchio, quindi io tendo a tornare o prima delle 16 o direttamente dopo il tramonto, magari in colectivo condiviso. Per avere mare un po meno affollato ma ancora accessibile senza auto puoi puntare a tratti più decentrati di Santa María verso Tarará o verso Guanabo: scendi una o due fermate prima o dopo i punti classici e cammina 5-10 minuti lungo la costa, cambia davvero l’atmosfera.