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Tokyo o Yokohama in giornata? Confronto onesto per la prima volta in Giappone

Tokyo o Yokohama in giornata? Confronto onesto per la prima volta in Giappone

Prima volta in Giappone: davvero conviene lasciare Tokyo per Yokohama?

Hai pochi giorni in Giappone, l’hotel già pagato a Tokyo, itinerario ancora mezzo nel caos. La domanda che ti rode è semplice: ha senso “sprecare” una giornata a Yokohama o meglio restare a macinare Shibuya, Shinjuku, Asakusa e dintorni?

Qui non faccio una guida infinita, ma un confronto rapido, stile riassunto di notizie, sui pro e contro di una giornata a Tokyo contro una giornata a Yokohama. Quattro criteri secchi, dal punto di vista di un italiano alla prima volta in Giappone: costi, affollamento, atmosfera, attrazioni.

La scena che mi torna in mente è questa: io fermo davanti al tabellone dei treni a Shinjuku, valigia leggera, un caffè in mano, lo sguardo che rimbalza tra “Shibuya” e “Yokohama”. Un treno ogni pochi minuti in entrambe le direzioni e il cervello a pensare: “Se vado a Yokohama, sto buttando via ore preziose di Tokyo?”

Da lì è nata l’idea di scrivere confronti onesti tra destinazioni in giornata. Se ti piace questo modo diretto di scegliere dove mettere tempo ed euro, ho fatto lo stesso ragionamento anche per il Kansai in “Nara o Kyoto in giornata da Osaka? Il confronto onesto che avrei voluto leggere prima di partire”.

Qui andrò dritto su zone molto precise: Shinjuku, Shibuya, Asakusa, Ueno, Odaiba da una parte; Minato Mirai e waterfront di Yokohama dall’altra, più Chinatown e qualche museo.

La domanda chiave è questa: hai solo una giornata libera, la vuoi passare nel caos iper-urbano di Tokyo o in un Giappone più arioso e sul mare a Yokohama?

Costi e spostamenti: quanto spendi in una giornata tra Tokyo e Yokohama

Partiamo dai soldi, senza girarci troppo intorno.

In una mia giornata “tipo” solo a Tokyo ho speso circa 55–60 euro. Contando: vari tragitti metro/JR (4–5 spostamenti, diciamo sui 7–8 euro totali), due pasti semplici ma non miserabili (10–12 euro a pranzo, 15–18 a cena), un paio di snack e caffè (altri 5–6 euro) e un’attrazione a pagamento, in quel caso un osservatorio panoramico a Shinjuku intorno ai 12–15 euro.

La giornata a Yokohama, invece, mi è costata grosso modo 45–50 euro, partendo da Shinjuku e concentrandomi su Minato Mirai, passeggiata sul porto, Red Brick Warehouse, Chinatown e un museo.

Solo trasporto: da Shinjuku a Yokohama, con la JR Shonan-Shinjuku Line, ho pagato un biglietto singolo attorno ai 5 euro a tratta, con un tempo reale di viaggio di una trentina di minuti. Da Tokyo Station è anche un po’ più rapido, sui 20–25 minuti. Quindi andata e ritorno ti portano via circa 10 euro. Non è un’enormità rispetto a una giornata interamente a Tokyo, dove tra cambi di metro e JR alla fine arrivi facile a 6–8 euro.

La vera differenza, per me, sta in come finisci per spendere il resto.

A Tokyo è facilissimo farsi prendere la mano: entri in un centro commerciale a Shibuya “solo per vedere i gadget” e dopo un’ora sei uscito con tre cosine anime che non ti servono, hai preso un bubble tea perché sembrava carino e ti sei convinto che salire su un secondo osservatorio panoramico in un altro quartiere fosse una buona idea.

A Yokohama, in zona Minato Mirai, buona parte del bello è gratis o quasi: lo skyline visto dal waterfront, la ruota panoramica gigantesca da sotto, la camminata lungo l’acqua, il parco, la vista sulle navi. Io quella giornata ho pagato l’osservatorio della Landmark Tower, ma avrei potuto serenamente farne a meno e la spesa si sarebbe abbassata ancora.

C’è un episodio che mi è rimasto in testa: ramen in zona Shibuya, locale molto instagrammato, ciotola buona ma non la migliore della mia vita, conto di circa 13 euro. Due giorni dopo, pranzo a Yokohama Chinatown: ristorante cinese semplice, ravioli al vapore, una portata di noodles, tè caldo, e ho speso poco più di 10 euro. Non una differenza colossale, certo, ma la sensazione generale è stata che a Yokohama stessi spendendo meno per lo stesso livello di soddisfazione.

Quando stavo montando il budget prima del viaggio, per farmi un’idea dei costi medi di hotel e vita quotidiana in Giappone ho dato un’occhiata ai dati su HikersBay, che è comodo per capire a grandi linee quanto ti verrà a costare una città rispetto a un’altra, sia come pernottamenti sia come spese giornaliere.

Riassumendo senza troppi giri di parole: se hai il budget molto tirato, una giornata a Yokhoama può risultare leggermente più economica. Se invece vuoi spremere Tokyo al massimo, il sovrapprezzo lo paghi più in “stimoli” che in yen.

Affollamento e atmosfera: caos di Tokyo contro respiro di Minato Mirai

Quando pensi al Giappone ti viene in mente per primo il muro di schermi di Shibuya o un tramonto tranquillo sul mare?

Tokyo ti investe già all’uscita della metro. A Shinjuku in ora di punta mi sono ritrovato letteralmente trascinato dal flusso, con il rumore dei treni sopra, la musica dei negozi sotto, pubblicità urlate ovunque. A Shibuya Crossing hai quella sensazione stranissima di essere in un formicaio organizzato: tutti attraversano in ogni direzione, ma senza scontrarsi mai.

Asakusa è un altro tipo di caos, più tenero: turisti in kimono a noleggio che cercano di farsi foto senza altri umani dietro (missione impossibile), odore di dolcetti alla piastra, inciampi continui su bancarelle di souvenir. È stancante, ma è anche il famoso “shock di Tokyo”: l’impatto con il Giappone iper-concentrato che molti cercano proprio per dire “ok, ci sono davvero”.

Yokohama mi ha fatto l’effetto opposto. Appena arrivato a Minato Mirai ho avuto la sensazione fisica di poter respirare di nuovo: marciapiedi larghi, vista aperta sull’acqua, la grande ruota panoramica che aspetta il tramonto per accendersi. C’è gente, certo, e i centri commerciali non mancano, ma non sei schiacciato.

Chinatown invece è la parte più caotica di Yokohama: portali decorati, lanterne, banchi di street food ovunque, profumo di ravioli e bao. Però è un caos più raccolto, confinato in qualche strada, che puoi lasciare alle spalle in cinque minuti tornando verso il mare.

Un pomeriggio mi sono trovato seduto su una panchina, sul lungomare davanti a Minato Mirai, a guardare le barche passare e la ruota riflessa in acqua. E mi è venuto spontaneo pensare: “Questa scena a due passi da Shibuya non la becco neanche se pego.”

Chi ama viaggi più “fisici”, con trekking o ambienti impegnativi, spesso cerca proprio questo alternare caos urbano e spazi aperti. Se ti ritrovi in questa descrizione, forse ti può interessare anche il mio articolo “Quando andare in Himalaya? Guida pratica a stagioni, clima e prezzi tra Annapurna ed Everest”, dove racconto come scegliere il momento giusto per paesaggi molto meno urbani.

Alla fine la scelta per quella giornata libera è tutta lì: hai voglia di massima stimolazione o di un Giappone urbano ma un po’ più rilassato?

Cosa vedere in un giorno: Tokyo iconica vs Yokohama sul mare

Mettiamo sul tavolo due giornate vere.

A Tokyo, una delle mie prime volte ho fatto così: mattina ad Asakusa, arrivo presto per vedere il Senso-ji con un filo meno folla, tempio, pagoda, passeggiata tra gli stand. Poi mi sono spostato verso Ueno per un giro veloce nel parco e uno snack al volo. Dopo pranzo sono andato verso Tokyo Skytree, giusto per avere quel primo sguardo sulla città dall’alto che ti resetta il cervello.

Nel pomeriggio ho puntato dritto su Shibuya: Crossing, giri nei negozi, sosta in un caffè con vista slula folla che attraversa come un’onda a ogni semaforo verde. A fine giornata, metro per Shinjuku, cena in un izakaya pieno di salaryman, poi salita su un osservatorio gratuito per vedere i grattacieli illuminati. Se il meteo regge e hai ancora energie, puoi anche chiudere con Odaiba al tramonto, con vista Rainbow Bridge.

È una giornata massacrante ma super iconica: tradizione (Senso-ji), grattacieli, skyline, manga, vita notturna. Una specie di trailer di Tokyo in 12 ore.

La mia giornata tipo a Yokohama, invece, è stata più distesa. Arrivo a metà mattina a Yokohama Station e camminata tranquilla verso Minato Mirai. Prima tappa: lungomare, con pausa foto sulla ruota panoramica e sulle navi in porto. Poi salita sulla Landmark Tower per l’osservatorio, che ti dà una vista completamente diversa rispetto a Tokyo: c’è l’acqua, tante zone basse, il ponte in lontananza.

Di lì ho proseguito a piedi fino al Red Brick Warehouse, le ex strutture portuali rosse trasformate in negozi, caffè e piccoli eventi. Pranzo leggero in zona, ancora passeggiata sul lungomare, un po’ di persone in giacca che fanno pausa pranzo, molte coppie che passeggiano mano nella mano.

Nel tardo pomeriggio mi sono spostato verso Chinatown: portale colorato, giro tra street food, un po’ di shopping di snack assurdi, cena cinese semplice. Ritorno verso la stazione con le luci di Minato Mirai e dslla ruota ormai accese.

La sensazione è che Yokohama sia una città “da weekend” per tanti giapponesi: coppie, famiglie, gruppi di amici. Meno turisti stranieri rispetto ai punti più famosi di Tokyo, meno selfie disperati davanti agli incroci.

Se devo fare una sintesi brutale: Tokyo è perfetta se è proprio il tuo primo giorno in Giappone e vuoi quella botta di energia, neon, templi e grattacieli tutti insieme. Yokohama ha più senso se sei già da due o tre giorni a Tokyo e senti il bisogno di un giorno più arioso, senza però rifugiarti in boschi o montagne.

Per chi viaggia con bambini, personalmente Yokohama mi è sembrata più semplice: marciapiedi larghi, tanti spazi per sedersi, passeggini che non devono fare slalom tra fiumi di getne. Qui torna molto anche il tema budget familiare, che ho affrontato in modo più dettagliato nell’articolo “Sri Lanka con bambini senza svenarsi: itinerario onesto, idee e costi veri”, dove ragiono parecchio su ritmi e costi con i più piccoli al seguito.

Per scegliere il periodo migliore per andare in Giappone e non ritrovarti con cieli grigi costanti, prima di comprare i voli io di solito do un’occhiata ai dati climatici storici su HikersBay, utile per farsi un’idea veloce di piogge e temperature nei vari mesi.

Alla fine la mia regola personale è semplice: se hai solo 3 giorni totali a Tokyo, restare in città ha un senso fortissimo, perché ogni quartiere sembra un mondo diverso. Se invece hai 5 giorni o più, ritagliarti una giornata a Yokohama, soprattutto intorno a Minato Mirai, cambia proprio il ritmo del viaggio. Torni a Tokyo stanco, sì, ma con un altro tipo di aria nei polmoni.

L’autore

Sebastian Boguszewicz

Viaggiatore e fotografo di viaggio. Architetto software, creatore di prezzi-mondiali.it e della piattaforma di viaggio hikersbay.com.