Perché il Vietnam è ancora il paradiso dei backpacker low budget
Scendo dal taxi davanti a un ostello di Ho Chi Minh City, zaino sudato, 35 gradi e umidità in modalità sauna. Check-in rapido, letto in dormitorio per l’equivalente di 6–7 € a notte. Nel frigo della reception la birra costa meno dell’acqua. Alla lavagna qualcuno ha scritto l’offerta del giorno: autobus notturno per Nha Trang a un prezzo più basso di una pizza margherita in Italia.
È lì che ti scatta il pensiero: ok, nel 2025–2026 il Vietnam è ancora uno dei pochi posti dove viaggiare da backpacker con 15–20 € al giorno non è una fantasia Instagram. Se non pretendi piscine a sfioro e rooftop ogni sera, chiaramente.
Tra thread su Reddit freschi di pubblicazione e rcaconti raccolti in giro, il copione è simile: un mese in Vietnam, 29 notti, spesa media intorno ai 20 dollari al giorno tutto compreso. Ostelli, bus notturni, street food, un paio di tour “must” e qualche birra di troppo. Non è il viaggio gratis, ma è uno dei pochi dove il portafoglio non ti odia.
Il profilo medio? Studenti, neolaureati che si regalano il “gran viaggio” prima di iniziare a lavorare, remote worker col laptop in ostello, zaino da 40 litri e pochissime pretese. Gente disposta a barattare comfort per chilometri, docce tiepide per tramonti, e privacy per storie assurde sentite alle tre di notte in camerata.
Per tenere il budget sotto controllo, però, servono scelte un po’ brutali: ostello invece di hotel, bus invece di voli interni, street food quasi ogni giorno. La differenza la fai lì, non sui souvenir.
Molti leggendo queste righe avranno già in testa il confronto con il classico mare “low cost” europeo. Se stai pensando alle Baleari o al litorale italiano, i numeri parlano chiaro: nel nostro confronto “Maiorca o Italia? Confronto onesto di prezzi tra Baleari e mare italiano nel 2026” il salto di costo tra Mediterraneo e Sud-Est asiatico è ancora enorme, soprattutto se ti muovi e mangi ogni giorno.
Se sei di quelli che prima di comprare il biglietto confrontano tutto, strumenti come HikersBay aiutano almeno a farsi un’idea dei prezzi medi di alloggi e vita quotidiana nelle varie città, giusto per non arrivare completamente alla cieca.
Morale? Il Vietnam non è gratis, non è più il “segreto di pochi”, ma se ti adatti un minimo il rapporto qualità/prezzo resta quasi imbattibile.
Dormire con 5–10 €: ostelli, dormitori e dove non farsi fregare
A Da Nang ho dormito in un dormitorio da 10 letti pagato circa 150–200k dong. Colazione inclusa, teoricamente. In pratica un toast pallido con marmellata fluo e un caffè che sapeva di vendetta. Sono entrato in stanza, ho guardato il materasso un po’ afflosciato e ho pensato: “Ok, è indecente ma accettabile”. Poi ho fatto finta di non vedere la tenda rotta.
Questi sono i prezzi realistici nel 2025–2026: nelle città principali trovi letti in dormitorio tra i 5 e i 10 € a notte, fondamentalmente ovunque. Nei centri più piccoli scendi anche di un paio di euro. Ma il prezzo basso di solito vuole qualcosa in cambio.
Compromessi classici: camerate da 12, 16, a volte 20 letti; bagni condivisi che al mattino sembrano il day after di un festival; rumore fino a tardi per via di chi rientra dalle birre “solo una e poi a letto”. Dal thread Reddit che mi ha convinto a partire ricorre spesso la stessa musica: a Hanoi qualcuno ha pagato intorno ai 7–8 € per un ostello con letti a capsula puliti e colazione decente; a Ho Chi Minh City un altro è sceso a 5 € ma con 18 letti in stanza e bagni borderline; a Hoi An molti si sono piazzati sulla fascia 6–9 € con piscina inclusa, giusto per alzare un po’ l’asticella.
Le spese extra in ostello aggiungono qualche euro ma non ti massacrano: birra a 0,5–1,5 € (a volte con happy hour che fa più danni al fegato che al budget), lavanderia “a sacco” intorno ai 1,5–3 €, acqua in bottiglia sui 0,3–0,6 €. Tutto abbastanza gestibile finché non ti trasformi in lavanderia-dipendente.
Come non farsi fregare?
Io seguo poche regole terra terra. Evito strutture con pochissime recensioni recenti; se tutti si lamentano di sporco e rumore, ci credo. Diffido degli ostelli che insistono per il pagamento in contanti con un tasso di cambio “creativo”. E controllo sempre se la colazione è davvero inclusa o se “colazione” significa solo quel famoso toast triste con un velo di marmellata.
Utile incrociare quello che vedi sulle app di prenotazione con i prezzi medi della zona che trovi su servizi come HikersBay per capire se un ostello è davvero un affare o se sei finito nel quartiere turistico deluxe travestito da opzione economica.
Ci sono situazioni in cui ha senso spendere 2–3 € in più. Nel sud del Vietnam pagherei sempre qualcosa in più per un’aria condizionata che funzioni davvero, non “a tratti”. Idem per un ostello con recensioni buone sulla sicurezza degli armadietti: lasciare laptop e passaporto in una cassetta di metallo che si chiude male non è esattamente rilassante.
La prima notte in dormitorio l’ho passata quasi sveglio per colpa di un russatore seriale nel letto sopra il mio. Da lì ho capito una cosa semplice: se vuoi privacy totale e silenzio da convento, questo tipo di viaggio non fa per te. Punto.
Muoversi con pochi soldi: bus, treni, notturni e motorini a noleggio
Vuoi davvero tenere il budget sotto i 20 € al giorno? Allora dimentica i voli interni. Non “ogni tanto”, proprio dimenticali.
In Vietnam regnano gli sleeper bus. Immagina file di lettini semi-reclinabili, lucine colorate ovunque, wi-fi che funziona qaundo ha voglia e un autista che suona il clacson come se fosse un linguaggio segreto. Sono lontani anni luce dagli standard europei, ma fanno il loro lavoro: ti spostano per centinaia di chilometri e ti regalano una notte in meno da pagare in ostello.
Per darti un’idea: ho pagato circa 10–15 € per un bus notturno da Ho Chi Minh City a Nha Trang. Prezzi simili compaiono ovunque nei racconti aggiornati di altri backpacker per tratte lunghe come Da Nang–Hanoi o Hue–Ho Chi Minh. Non è lusso, però il sedile diventa letto, ti danno coperta, magari una bottiglietta d’acqua, e la mattina sei in una nuova città con il budget ancora vivo.
I treni esistono e sono un’opzione valida se soffri il mal d’auto: leggermente più cari dei bus, ma più stabili e prevedibili. C’è chi per tratte lunghe come Hanoi–Da Nang ha preferito spendere qualcosa in più pur di arrivare con la schiena ancora funzionante.
Molti fanno una combinazione furba: lunghi spostamenti in bus o treno, e poi scooter per esplorare i dintorni. Un noleggio giornaliero di motorino l’ho pagato tra i 4 e gli 8 € a seconda della città. Spesso chiedono un deposito in contanti o il passaporto, e lì parte il classico mini dibattito interno: “Glielo lascio davvero?”.
La scena migliore: prendo il casco offerto dal noleggiatore, lo guardo in controluce e capisco che è più decorazione che protezione. Alla fine ho investito mezzo euro in più in un posto che almeno dava caschi non completamente sfondati.
Qualche trucco molto pratico per non buttare soldi:
controlla sempre la moto prima di partire, fotografa graffi e ammaccature; non accettare tour in bus che includono “brevi soste per lo shopping” che si trasformano in mezz’ora bloccato in un negozio per turisti; chiedi se il prezzo del biglietto include il pick-up dall’ostello o se dovrai pagare extra per il transfer.
Se ti piace ragionare sui costi di trasporto tra paesi, il confronto con il Sud America è illuminante. Nel nostro articolo “Itinerario Brasile classico in 10 girni: Rio, Iguaçu e Salvador con budget reale” si vede bene come la voce “trasporti” faccia esplodere i costi in America Latina rispetto al Sud-Est asiatico. In Vietnam, se esageri, bruci i soldi sui mezzi veloci, non sui letti.
Mangiare, divertirsi e non cadere nelle trappole per turisti
A Hanoi una sera mi sono seduto su uno sgabello di plastica traballante, davanti a una pentola gigante di pho fumante. Zuppa, erbe fresche, lime, chili, ghiaccio nel bicchiere e caffè freddo dopo. Conto finale: neanche 2–3 €. La sensazione era quella di aver vinto alla lotteria gastronomica.
È qui che la maggior parte dei backpacker nel 2025–2026 tiene il budget sotto controllo: street food, ristorantini frequentati dai locali, banchetti all’angolo, mercati notturni. Appena ti siedi nel locale super instagrammabile nella via più turistica della città, i prezzi schizzano su livelli da capitale europea.
Dai racconti raccolti online le giornate “tipo” di spesa alimentare suonano più o meno così: colazione semplice (banh mi, caffè) per 1–2 €, pranzo di street food a 2–3 €, cena un filo più abbondante sui 3–4 €. A questo aggiungi un caffè con vista, una birra o due la sera, una sim card dati presa il primo giorno per qualche euro e il totale resta sorprendentemente basso, finché non inizi a moltiplicare cocktail e brunch “carini”.
Le trappole per turisti ci sono, ovviamente. Taxi senza contatore appena fuori dall’aeroporto che sparano cifre a caso. Happy hour con tasse e “service charge” nascosti in fondo allo scontrino. Menu con prezzi diversi per turisti e locali, letteralmente due cartellini appoggiati sullo stesso tavolo. Escursioni in barca o a templi che partono con un prezzo, poi sul posto salta fuori il supplemento per il parcheggio, l’ingresso, la guida obbligatoria del cugino.
Tre consigli molto diretti che mi hanno salvato qualche decina di euro:
controlla sempre i prezzi prima di ordinare, anche se ti senti scemo a chiederlo; fatti dire il totale prima di salire su una barca o su un tuk-tuk improvvisato; quando cerchi da mangiare, cammina due vie oltre la strada pruncipale piena di insegne in inglese. I prezzi spesso si dimezzano e il cibo è uguale, se non meglio.
Per fortuna non tutto costa extra. A Hanoi puoi camminare per ore intorno al lago Hoan Kiem, perderti nella Old Quarter e unirti a un free walking tour a offerta libera. A Da Nang o Nha Trang i tramonti sulle spiagge centrali sono gratis, e i mercati notturni sono uno spettacolo anche se non compri nulla, solo guardando gente, luci e caos organizzato.
Se ami il mare e stai valutando un po’ di snorkeling, il confronto con le Baleari fa quasi ridere: nel pezzo “Mallorca, Ibiza o Minorca? L’isola dove lo snorkeling vale davvero ogni euro” si vede come una sola uscita in barca e maschera possa costare quanto tre giorni interi di mangiare e spostarsi in Vietnam.
Il punto è abbastanza crudo: il Vietnam non è più il segreto custodito dei viaggiatori hardcore. Però, se accetti di rinunciare a un po’ di comfort, di abbracciare ritardi, materassi stanchi e piani che saltano, con 15–20 € al giorno puoi ancora rimpirti lo zaino di ricordi invece che di scontrini.
